“La vita va così”: arriva domenica al Cinema Cavallera il film dei record

“La vita va così”: arriva domenica al Cinema Cavallera il film dei record

Il film sul pastore sardo che difende la sua terra batte “Dracula” e “Predator” al botteghino

Sarà sugli schermi del Cine-Teatro Cavallera domenica 16 e lunedì 17 novembre, alle ore 19, “La vita va così”, il successo del regista Riccardo Milani ispirato alla vera storia di Ovidio Marras, un pastore sardo di Teulada contro i giganti della speculazione edilizia.

Un film campione d’incassi, che finora ha guadagnato oltre 5 milioni di euro (al momento in cui scriviamo, il botteghino è a 5.288.565 €)

Richiama il capolavoro “Anna” di Marco Amenta, storia di ribellione alla speculazione edilizia in Sardegna, dove la protagonista, l’attrice di origine carlofortina Rose Aste, indossa i panni di una giovane donna il cui spirito indomito combatte per difendere la sua terra dai soprusi capitalistici (leggi articolo su CM).

“La vita va così” si conferma il film italiano più visto negli ultimi sei mesi, superando i kolossal “Dracula: l’amore perduto” e “Predator – Badlands”: ha totalizzato finora 755.112 spettatori.

In Sardegna i numeri sono da record. Con 1.082.049 euro di incassi e 154.915 presenze, è diventato il film più visto negli ultimi cinque anni.

Nel cast: Virginia Raffaele, Aldo Baglio, Diego Abatantuono, Geppi Cucciari e Giuseppe Ignazio Loy nel ruolo del protagonista, Efisio Mulas, alias Ovidio Marras. La storia racconta la lotta di un pastore e agricoltore sardo che si oppone alla costruzione di un complesso alberghiero sulle splendide coste di Capo Malfatano, nel comune di Teulada. Il maxi resort avrebbe dovuto diventare la perla della Costa Dorada, l’equivalente della Costa Smeralda nel sud della Sardegna.

La vicenda risale ai primi anni Duemila, quando un gruppo di imprenditori immobiliari, riuniti sotto la sigla Sitas (Società Iniziative Agricole Sarde), decise di costruire un resort di oltre 150.000 metri cubi a Capo Malfatano, sacrificando circa 700 ettari di verde macchia mediterranea per far posto a alberghi, ville, piscine, residence, giardini privati e un campo da golf. Ma su quelle terre viveva e lavorava Ovidio Marras, un uomo profondamente legato alla sua terra, proprietà della sua famiglia da generazioni, a cui non intendeva rinunciare. Nonostante le offerte milionarie, la determinazione di Marras non venne mai meno, dando vita a una battaglia giudiziaria durata oltre dieci anni, conosciuta come la “battaglia contro il cemento”, dalla quale uscì vincitore, ottenendo la bocciatura del progetto da parte del TAR e causando il fallimento della Sitas.

Ovidio Marras ha continuato a vivere nella sua casa ovile immersa nel verde incontaminato di Capo Malfatano quasi fino alla sua morte, avvenuta nel gennaio 2024, all’età di 93 anni, senza mai venire meno ai suoi solidi principi. Sebbene per alcuni fosse solo un uomo caparbio la cui ostinazione aveva impedito lo sviluppo economico di un intero territorio, per molti resta un simbolo di coraggio e coerenza, un semplice pastore i cui valori indissolubili hanno sconfitto il dio denaro e preservato uno degli angoli più belli della Sardegna.

Maria Simeone