La mattanza di Carloforte in mostra a Oslo, Varsavia, Cracovia e Praga

La mattanza di Carloforte in mostra a Oslo, Varsavia, Cracovia e Praga

Una foto di Giovanni De Angelis selezionata dal Ministero degli Esteri e dal MANN di Napoli

Da Carloforte a Oslo. E poi alle più importanti città della Polonia, infine alla capitale della Repubblica Ceca, Praga. E’ il viaggio espositivo di una fotografia realizzata durante la mattanza, capolavoro in bianco e nero di Giovanni De Angelis. Napoletano residente a Roma, Maestro della luce ormai riconosciuto a livello internazionale, docente e vincitore di diversi premi fotografici, De Angelis frequenta l’isola di San Pietro fin da quando suo zio era comandante dei traghetti . La foto è una delle 36 per la mostra Mattanza che in occasione del Girotonno 2024 ha inaugurato l’Ex Macello. Ora l’immagine n. 11, elaborata con inchiostri e stampa Fine Art, è stata prescelta tra quelle che fanno parte di “Archivio Creatività Italiane”.  Un progetto espositivo itinerante a cura di Clara Tosi Pamphili, organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e prodotto da MondoMostre. 

Da giovedì 29 gennaio al 24 marzo 2026 la foto della ciurma carlofortina rimarrà esposta all’Istituto italiano di cultura di Oslo, in Norvegia, poi verrà trasferita a quelli delle altre città che fanno parte del tour internazionale. 

“Questa mostra si configura come una moderna mappa di un Grand Tour contemporaneo italiano, ispirata allo spirito di Johannes W. von Goethe nel 1813, quando pubblicò il primo volume di Viaggio in Italia” dicono gli organizzatori. “Invita i visitatori a intraprendere un viaggio affascinante alla scoperta dell’essenza dell’arte e della creatività italiana, esplorando i profondi legami tra patrimonio, saper fare, archivi e manufatti”. Non a caso, tra i protagonisti dell’esposizione emergono aziende e figure di spicco come Fornasetti, Brionvega, il premio Oscar Danilo Donati e la Sartoria Farani, che rappresentano il design e la moda d’autore. La mostra include, inoltre, una selezione di reperti archeologici del MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli, datati tra il VI sec. a.C. e il I sec. d.C.

“La mostra conferma la volontà di presentare opere che non hanno una collocazione definitiva in spazi espositivi, ma che possono generare continuamente nuove possibilità di studio, e, coprendo un arco storico millenario, espone reperti archeologici, bozzetti di moda, foto, costumi teatrali, accessori e strumenti, ma soprattutto artisti e artigiani. Sono artefatti che fungono come “prove” della creatività italiana. Una capacità che non si confronta solo con la ricerca della bellezza ma anche con i cambiamenti sociali e culturali di questo lunghissimo tempo narrato. L’intento é anche quello di documentare un processo creativo che si evolve nell’uso dei materiali e delle tecniche. In questa prospettiva”, concludono gli organizzatori, “Archivio Creatività Italiane ricostruisce un itinerario ideale fatto di oggetti e opere d’arte raccolte in un’installazione modulare che richiama una scaffalatura archivistica: un progetto espositivo trasversale ed evocativo, che unisce tradizione e innovazione”.

Nelle librerie di Carloforte è ancora in vendita il catalogo della mostra (https://giovannideangelis.it/mattanza-project), dedicato al rais Luigi Biggio, con la prefazione del sindaco Stefano Rombi e le poesie di Federico Quaranta (Imago edizioni).

Guido Lussu