Cavallera: a Pasqua aprono al pubblico le Gallerie della Memoria

Cavallera: a Pasqua aprono al pubblico le Gallerie della Memoria

Le mattine di sabato e domenica si potrà visitare gratis il nuovo allestimento 

Sorpresa Pasquale da parte del consiglio direttivo del Cine-Teatro Cavallera: sabato 4 e domenica 5 aprile, dalle 10 alle 13, le Gallerie della Memoria apriranno al pubblico, si sale otto persone alla volta e l’ingresso è a offerta libera. Lo ha annunciato il presidente Benedetto Maurandi, dopo che si è inaugurato il nuovo allestimento espositivo al secondo e terzo piano del Palassiu durante la Festa del Socio, il 21 marzo scorso. 

Una straordinaria occasione per conoscere la storia del socialista Giuseppe Cavallera, medico piemontese che ha promosso le organizzazioni dei lavoratori in Sardegna, da quelle dei ferrovieri e battellieri a quelle dei minatori del Sulcis Iglesiente. Incarcerato nel 1900, Cavallera rimase nella prigione di Buoncammino a Cagliari per un anno, poi, nel 1906 divenne sindaco di Carloforte. Si dedicò alla pesca acquistando la goletta aragostiera Annetta C. che subì un misterioso naufragio (sulla cui vicenda la nipote Anna Cavallera ha scritto un libro). Nel 1913 divenne parlamentare, prestò servizio come ufficiale medico durante la guerra e fu eletto senatore nel 1948. Morì quattro anno dopo e fu sepolto nel cimitero di Carloforte. 

Altri pannelli nelle Gallerie ricordano la nascita della Casa del Proletariato, l’inaugurazione del teatro nel 1922, i fondatori della Cooperativa. Sono esposte anche una macchina per scrivere Olivetti del 1922 con cui vennero redatti atti della vita associativa e il pianoforte Strauss acquistato da Antonio Tusacciu per l’Associazione generale degli operai.

Oltre un secolo di storia che attraversa l’Italia e la Sardegna, unisce l’isola di San Pietro al suo glorioso passato con i galanzieri che trasportavano i minerali sulle bilancelle, perché nelle Gallerie della Memoria si espongono anche le mappe minerarie e i modellini delle barche a vela latina. Un patrimonio finalmente catalogato con cura e reso disponibile a residenti e turisti.

Guido Lussu