Guida all’isola dei falchi

Nasca

Foto di Antonello Rivano

Nasca è un luogo interessantissimo da tutti i punti di vista. Parla della storia, antica e moderna, dei carlofortini, ci racconta della rarissima natura delle sue rocce. In questo luogo si potrà assaporare l’intenso profumo della sua vegetazione e perdersi nelle meravigliose panoramiche sul mare infinito. Ma l’attrazione di Nasca sono soprattutto due specchi d’acqua: un bacino artificiale e una piscina naturale incastonata fra rocce che la avvolgono in un silenzio quasi irreale. Per arrivarci bisogna prendere la Strada provinciale 104 per Capo Sandalo, a circa 12 km dal paese sulla destra si trova la pietra rosa con l’insegna per Nasca e la si segue proseguendo sulla sinistra al bivio. All’arrivo in  questa zona, la prima cosa che ci colpisce sono due opere dell’uomo: l’impianto fotovoltaico, le pale eoliche in disuso. Proseguendo lungo la strada pavimentata che costeggia gli impianti si giunge al bacino artificiale, costruito dai carlofortini agli inizi degli anni ’30. La sua imponente diga raccoglieva fino a 20.000 metri cubi di acqua e un lungo sistema di tubazioni attraversava l’isola per portarla fino al paese. Circondato dai canneti, ora ospita pesci rossi e tartarughe e anatre. Attraversata la diga, ci si inoltra nella macchia mediterranea, tra ciuffi di elicriso, timo e rosmarino selvatico. Poi, d’improvviso, il sentiero finisce e le piante svaniscono. Si cammina ora su antiche rocce vulcaniche bianche, grigie e rosa. Sono le Commenditi, scoperte alla fine dell’Ottocento in una zona di quest’isola chiamata Commende e da allora chiamate così in tutto il mondo. Formatesi tra i 17 e i 22 milioni di anni fa, le Commenditi rappresentano solo il 2% di tutte le rocce vulcaniche presenti sul pianeta e l’1,8% di queste si trova proprio sull’isola di San Pietro. Esse sono ricche di cristalli che, sotto i raggi del sole, le faranno brillare. Gli agenti atmosferici le hanno lavorate nel tempo dando loro le forme più strane e curiose che hanno trasformato questa zona in uno strano, meraviglioso, paesaggio lunare.  Da qui, facendo molta attenzione, si può proseguire in discesa verso il mare per raggiungere il punto più bello della zona: la piscina naturale. Un bagno nella piscina di Nasca è un’esperienza unica. Quasi mistica. Per poter ammirare al meglio le sue acque verde smeraldo è consigliabile recarvisi nelle ore mattutine ed evitare le giornate battute dal Maestrale. Con un pizzico di fortuna, si potrà ammirare il volo del falco della regina o sentirne il suo richiamo. Nasca, infatti, fa parte di quei 7 km di costa alta, a picco sul mare, ove il piccolo falco Eleonorae , proveniente dal Madagascar, si ferma in primavera-estate a deporre le uova e allevare i suoi piccoli. Questo luogo, così magico e suggestivo, è sotto la sorveglianza e protezione della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) dal 1980. La zona fa parte, inoltre, dell’oasi LIPU, area protetta istituita nel 1991.                                                                                              

Rosanna Maurandi