Pronto soccorso sull’isola: a che punto siamo
Il parere di Giancarlo Maurandi e Luca Pizzuto
Il problema principale è la domenica prima dell’alba. Quando i ragazzi escono dalle discoteche, dai veglioni o dalle casciandre. E i rischi di incidente sono più alti. Ma il problema del soccorso nei giorni festivi sull’isola di San Pietro sussiste anche per chi avesse un malore. Ormai quasi tutti i weekend la Guardia medica di Carloforte è chiusa dalle h 20 di sabato alle h 8 di domenica. L’elisoccorso notturno – atteso da anni – non è ancora attivo. E anche se sull’ambulanza della Croce Azzurra c’è un infermiere specializzato in emergenza-urgenza (servizio India), prima di raggiungere l’ospedale di Carbonia potrebbero passare circa 3 ore. Perché la domenica mattina purtroppo è impossibile partire dall’isola con i traghetti Delcomar dalle 5,06 alle 6,55. Se si verificasse un incidente o un infortunio poco dopo le 5 bisogna aspettare fino a quasi le 7 e prendere il traghetto per Calasetta. Ci vogliono altri 30 minuti di traversata e 35 minuti su strada per arrivare al Pronto soccorso del Sirai. Un’Odissea. Soprattutto tenendo presente che in termini di emergenza-urgenza si fa riferimento alla “golden hour”: la prima ora successiva a un incidente o un malore è preziosissima per evitare il peggio o salvare la vita. Ecco perché non basta il servizio India, anche se è stato protratto a fine maggio. E non è solo questione di rinforzare la Guardia medica: lì lavorano professionisti in continuità assistenziale che si rendono disponibili – vista la situazione di grave deficit – ad attività che non siano sostituire i medici di base.

“Abbiamo bisogno di un Punto di primo soccorso, come esiste sull’isola della Maddalena, dove siano presenti in pianta stabile un medico, un infermiere e strumenti per la diagnostica” sostiene Giancarlo Maurandi, presidente della Croce Azzurra. E’ volontario dell’associazione come i 15 che fanno i turni sulle due ambulanze. Li chiamano “angeli”. Sulle loro spalle (e su quelle dei 6 assunti) si è retto un sistema che finora ha visto giorni e notti in cui sull’isola non c’era nemmeno un infermiere a operare con interventi professionali. E non restava che pregare la Madonnina dello Schiavo.
Finalmente pare che si stia innescando un circolo virtuoso. Giancarlo Maurandi è direttore della RSA Rosa del Marganai, ha una certa esperienza di come funziona il sistema sanitario in Sardegna. “Sono fiducioso perché vedo che ci sono interlocuzioni tra l’Amministrazione comunale, il direttore generale dell’Areus, Angelo Serusi, e quello della nostra Asl, Paolo Cannas. La questione è molto complessa. Il servizio India, ovvero la possibilità di avere un infermiere professionale a bordo delle ambulanze che ha seguito corsi di formazione in emergenza-urgenza, dovrebbe essere attivo tutto l’anno sull’isola di San Pietro, almeno finché non si istituisce un Punto di primo soccorso. Serve anche la telemedicina, che il nuovo direttore dell’Asl Sulcis Iglesiente sta incrementando, ma il Punto di primo soccorso a Carloforte resta l’obiettivo primario. Persino se si attivasse l’elisoccorso notturno”.
Giovedì 12 febbraio il sindaco di Carloforte, Stefano Rombi, ha scritto un post sul suo profilo Facebook per annunciare i provvedimenti approvati in giunta, tra i quali il progetto del costo di 208 mila euro per una piattaforma sulla Colmata nord del porto così da permettere agli elicotteri dell’Areus di operare anche di notte. Una lungo ping pong di responsabilità tra Regione e Comune negli ultimi vent’anni aveva reso vano il tentativo di far prevalere le ragioni dell’emergenza-urgenza per costruire una piazzola adatta sull’isola. A tal proposito abbiamo intervistato il consigliere regionale Luca Pizzuto: “Abbiamo stabilizzato le risorse per mandare avanti l’elisoccorso, che richiede autorizzazioni complicate, e mandato avanti il relativo bando. Stiamo cercando di far uscire dalla precarietà i sevizi dell’isola e dargli stabilità nel tempo, a breve vedremo anche gli effetti di un provvedimento per i poliambulatori, per far sì che vengano più medici da fuori a fare visite a Carloforte”.
Susanna Lavazza
