Domenica a Carloforte 400 figuranti di 50 gruppi folk 

Domenica a Carloforte 400 figuranti di 50 gruppi folk 

Navigantes della Fondazione Maria Carta sbarcano sull’isola di San Pietro

“Se non riesci a parlare e pensare con la tua stessa lingua non sei niente: le radici sono importanti perché sono un qualcosa di ieri e di domani, per noi di oggi e di domani, per i nostri figli”. Chissà cosa direbbe ora Maria Carta, ex Miss Sardegna, straordinaria cantautrice, attrice, politica morta 31 anni fa a soli 60 anni. Era originaria di Siligo, paesino di circa 700 abitanti in provincia di Sassari. Nel 1958 si era trasferita a Roma, dove aveva frequentato l’Accademia Santa Cecilia ed esplorato tanti tipi di canto. Dieci anni dopo la sua scomparsa, è nata la Fondazione che porta il suo nome e fa conoscere la cultura sarda attraverso la musica e il folklore isolano. 

A partire dal 2003 attribuisce ogni anno il Premio Maria Carta a chi promuove l’immagine della Sardegna in Italia e nel mondo (quest’anno Eugenio Bennato, Sandra Ligas, Salmo, l’azienda vinicola Sella &Mosca e il circolo dei sardi di Varsavia Shardana). Dal 2016 la Fondazione Maria Carta è stata promotrice del progetto Freemmos – Liberi di restare – per sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma dello spopolamento delle zone interne dell’isola.

Ma l’iniziativa più spettacolare è “Navigantes, La nave dell’identità”, che porta i suoni, i canti, le musiche, i balli e i colori degli abiti tradizionali della Sardegna attraverso il mare.  Non una crociera in questo caso, bensì un traghetto, dal quale sbarcano centinaia di rappresentanti della straordinaria ricchezza e varietà dell’isola madre. Per la terza edizione, Navigantes farà rotta verso Carloforte domenica 5 ottobre. Riproporrà quanto già fatto a Barcellona nel 2023 e a Bonifacio nel 2024: un’invasione pacifica di 400 sardi che sfileranno nel centro storico. 

Saranno presenti più di 50 paesi con i loro gruppi folk. All’arrivo, alle 9.30, nel palazzo comunale è in programma un incontro tra le istituzioni locali e diversi sindaci in rappresentanza degli altri comuni sardi. Subito dopo, nella chiesa di San Carlo Borromeo, Maria Giovanna Cherchi canterà Deu ti salvet Maria e si darà spazio ai canti e ai suoni della tradizione tabarchina e sarda. Alle 11,30 verrà dato il via al corteo, con i gruppi in abito tradizionale provenienti dai diversi territori della Sardegna, come Mamuthones e Issohadores di Mamoiada, i Tamburini di Oristano, sfileranno i suonatori di launeddas e degli organetti diatonici, i Tenores e molti altri. Per alcuni sardi, che si sveglieranno all’alba per venire sull’isola di San Pietro, sarà come andare all’estero. La geografia delle due isole è la stessa, ma le radici della popolazione e la lingua sono molto diverse.

Il Video promozionale di Fondazione Maria Carta per l’evento di Carloforte

Eppure questa volta gli intenti sono simili. «La storia, la cultura, le tradizioni fanno parte integrante della nostra identità e siamo onorati che sia Carloforte il fulcro di questa iniziativa” ha commentato la vicesindaca Betty Di Bernardo. D’altro canto Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta, ha sottolineato: «È importante valorizzare tradizioni identitarie, come la musica, l’enogastronomia, gli scambi turistici e i rapporti tra i nostri giovani che costituiscono quel ponte in grado di generare nuove e stabili relazioni. Fondamentale la lingua: il tabarchino, di origine genovese, costituisce una presenza del tutto particolare, condivisa con la vicina Calasetta sull’isola di Sant’Antioco. Dobbiamo conoscerci meglio, lo ribadisco. Tutto questo in un contesto sempre più europeo».

Susanna Lavazza