Pegli e Carloforte rinsaldano il legame tabarchino
Un convegno itinerante verso il riconoscimento Unesco. Intervista a Pierangelo Rombi
Sabato 29 novembre è stato presentato a Pegli il progetto di valorizzazione del legame storico tra le comunità tabarchine, organizzato dal Municipio VII Ponente con il sostegno del Comune di Carloforte e la gestione del CUP (Centro Universitario del Ponente). Al convegno erano presenti Giacomo Montanari, assessore alla Cultura del Comune di Genova, Matteo Frulio, presidente del Municipio VII Ponente, e Pierangelo Rombi, consigliere comunale di Carloforte e della Provincia del Sulcis Iglesiente.
«Inizia un percorso teso a rivalorizzare le radici culturali e le reti che uniscono Pegli e le comunità tabarchine, luoghi legati dal mare» ha dichiarato Matteo Frulio. «Il convegno itinerante valorizzerà studi e ricerche di Fiorenzo Toso e Nicolo Capriata, e raccoglierà materiale storico che potrà supportare la candidatura dell’epopea tabarchina come bene immateriale UNESCO.»
A questo proposito abbiamo intervistato Pierangelo Rombi.
Nel suo intervento all’incontro di Pegli ha messo in evidenza il pericolo di chiudersi troppo nell’identità tabarchina. Qual è il concetto di tabarchinità e che importanza riveste essere parte della comunità tabarchina?
«Il rischio è duplice e generale: non chiudersi nelle identità, non chiudere le identità. Credo valga per tutte le identità culturali e quindi anche per la nostra. È importante affiancare sempre identità e comunità, in modo non esclusivo. Detto questo, non pretendo di avere un concetto di tabarchinità, ma vorrei che, come comunità, fossimo capaci di mantenerne la naturalezza, senza caricarla di sovrastrutture e senza banalizzarla. Abbiamo un senso di appartenenza molto forte, fatto tra le altre cose di tradizione popolare e di consapevolezza della nostra storia. A entrambe mi sento legato. Ma ciò che dobbiamo provare a fare è mantenere un atteggiamento non escludente, peggio manicheo.»
Un carlofortino può ancora considerarsi un ligure d’oltremare?
«Può, ma non per questo non dovrebbe sentirsi “non-sardo”. Non sono identità escludenti. Si fondono in qualcosa di nuovo, anche attraverso il contributo di altre origini, quella ponzese in particolare. Sentirci liguri è un pezzo della nostra identità, non il tutto. Il tutto è il Mediterraneo. E il fatto che il tabarchino di derivazione genovese sia il linguaggio con cui traduciamo questa identità conta eccome.»
Quale ruolo dovrebbe avere il Comune di Carloforte nel percorso indicato dal Presidente Frulio?
«Direi: esserci. Carloforte può essere un primo tra pari in questo percorso, che penso potrà regalarci ancora dei bei momenti».
Un altro gruppo di carlofortini, questa volta guidati dalla Pro Loco, sarà a Pegli nei prossimi giorni, in occasione dell’Immacolata Concezione. Saranno ricevuti dal sindaco di Genova Silvia Salis e dal presidente della Regione Liguria Marco Bucci, oltre che dai rappresentanti del Municipio VII Ponente.
Antonello Rivano
