Tabarca protagonista della mostra su Rubens a Genova e del libro di Fabio Pomata, menzione speciale al premio Alziator

Tabarca protagonista della mostra su Rubens a Genova e del libro di Fabio Pomata, menzione speciale al premio Alziator

L’isola tunisina, dove i Lomellini inviarono le maestranze dalla Liguria a pescare corallo, al centro di esposizioni e saggi. Lì i fondatori di Carloforte vissero due secoli prima di approdare a San Pietro

C’è tempo fino al 22 gennaio per vedere la mostra su Peter Paul Rubens a Palazzo Ducale di Genova. Il Maestro fiammingo soggiornò in città tra il 1600 e il 1607 e disegnò diversi palazzi. Tra le 100 opere esposte, il ritratto di una dama con una lunga collana in corallo. Si tratta di Claudia Lomellini, della famiglia che aveva “il monopolio per estrazione e commercio del corallo dell’isola di Tabarca, in Tunisia” come recita il pannello esplicativo del dipinto.

Dalla mostra su Rubens a Genova

Di Tabarca, della sua storia e di quella dell’arcipelago del Sulcis parla il libro di Fabio Pomata, al quale sabato 10 dicembre è stata assegnata la menzione speciale del Premio letterario Francesco Alziator XVI edizione. Il titolo è Una lunga storia mediterranea: Tabarca. La complessità del moderno nella nascita di Carloforte e Calasetta (Edizioni Efesto, 2022). Il piccolo ma ricco saggio dello storico Pomata – di padre carlofortino e madre calasettana – era tra i sette finalisti della sezione opere edite nazionali.

Ad aver vinto per la sezione sono stati Cristian Mannu con il suo “Ritratto di donna” (ed. Mondadori) e i quattro ricercatori Roberto Demontis, Aldo Cinus, Augusto Marini e Mariano Staffa con “Accabadora mito e realtà. Storia e reperti di un ritrovamento” (ed. Isolapalma). Fabio Pomata vive tra Cagliari e Roma, dove si è laureato in storia all’Università Roma Tre, ed è studioso di metodologia della ricerca storica moderna e contemporanea.

Tabarca
Tabarca-Anonimo, prima metà XVII secolo-Museo Navale di Genova Pegli
Fabio Pomata

Quali sono state le tue sensazioni dopo la menzione speciale da parte di una giuria così prestigiosa?

“Avevo partecipato al premio Alziator, la mia prima esperienza di questo genere, per pura e semplice curiosità intellettuale. Non speravo di arrivare finalista insieme ad altri sette autori di chiara fama, sia in ambito sardo sia nazionale. Invece così è stato; e mi ha dato un’enorme soddisfazione: la mia opera è l’unico saggio premiato”.

Il tuo libro tratta un argomento che è stato giudicato per addetti ai lavori o, perlomeno, destinato a un pubblico ristretto. In questo caso invece la storia dei tabarchini viene riconosciuta in un ambiente di più largo respiro.

“Il riconoscimento della giuria premia il mio lavoro, ma più in generale anche la storia del popolo tabarchino. Io in questo caso ne sono stato ambasciatore, con tutto l’orgoglio che ne deriva per le mie origini familiari. Del resto il sottotitolo del libro attesta forse proprio questo: la modernità di questa storia mediterranea”.

Antonello Rivano